In Sardegna la Settimana Santa non passa inosservata. Le chiese restano aperte fino a tardi, le processioni attraversano il centro nelle ore serali e per le strade si sente cantare in una lingua che non è l'italiano.
Olbia ha i suoi riti, meno raccontati di quelli dei centri più noti dell'isola. Chi capita qui in quei giorni non deve cercarli: bastano il centro storico e un paio di serate.
Perché in Sardegna la Pasqua è così sentita
Buona parte dei riti pasquali sardi arriva dalla lunga dominazione iberica. Sono nati come rappresentazioni: la Passione messa in scena dentro la chiesa e poi per le strade, con simulacri, canti a più voci e confraternite in abito. Da allora sono cambiati poco.
Per questo la Settimana Santa qui somiglia più a un teatro sacro che a una funzione. Ogni gesto ha un suo momento e un suo nome in sardo, e si capisce che cosa sta accadendo anche senza conoscere la lingua.
Le confraternite, chi porta avanti i riti
A tenere in piedi la Settimana Santa sono le confraternite: associazioni di laici nate secoli fa attorno a una chiesa, che si tramandano compiti e canti di padre in figlio. A Olbia i riti del Venerdì Santo sono affidati alla Confraternita di Santa Croce.
I confratelli preparano la chiesa, portano i simulacri, cantano. Il canto è la parte che colpisce di più chi viene da fuori: voci maschili senza strumenti, dentro una chiesa piena e in silenzio.
Il Venerdì Santo: s'Iscravamentu
S'Iscravamentu è la deposizione. La sera del Venerdì Santo il simulacro del Cristo viene staccato dalla croce — «iscravare» vuol dire togliere i chiodi — e poi portato in processione per le vie del centro. È il momento più partecipato della settimana.
A Olbia il rito si svolge nella chiesa di San Paolo Apostolo, quella con la cupola rivestita di maioliche colorate che si riconosce da lontano. La chiesa si riempie molto prima dell'inizio.
Qualche indicazione per chi ci va la prima volta:
- si assiste quasi tutto il tempo in piedi, e il rito non è breve
- chi arriva all'ultimo momento resta in fondo o fuori dal portone
- i canti sono in sardo e in latino: non c'è nulla da seguire su un libretto
- quando il corteo esce, alcune vie del centro vengono chiuse al traffico
La mattina di Pasqua: L'Intoppu in piazza Gallura
L'Intoppu è l'incontro, ed è il rito che chiude la settimana. La mattina di Pasqua due processioni partono da chiese diverse: una accompagna il simulacro del Cristo risorto, l'altra quello della Madonna. Si cercano per le strade e si incontrano in piazza Gallura.
Nel momento dell'incontro i due simulacri vengono avvicinati e fatti inchinare l'uno verso l'altro, mentre suonano le campane. Dura pochi minuti ed è l'opposto esatto del Venerdì Santo: c'è luce, ci sono i bambini, e appena finito la piazza si svuota perché è ora di pranzo.
È anche il rito più facile da vedere per chi è di passaggio: si svolge all'aperto, in pieno centro, e non richiede di entrare da nessuna parte.
I riti dell'alta Gallura: Aggius, Luras, Tempio
Chi ha l'auto e una serata libera può salire verso l'interno. Nei paesi di granito dell'alta Gallura la Settimana Santa si vive in scala più piccola, e proprio per questo si vede meglio: le processioni passano sotto le case, e chi guarda è quasi sempre del posto.
- Tempio Pausania, con le confraternite che attraversano il centro storico in pietra
- Aggius, paese di lunga tradizione corale, dove il canto accompagna i riti
- Luras, con le sue funzioni raccolte attorno alle chiese del paese
Sono centri dell'interno raggiungibili da Olbia in auto in giornata. Prima di partire vale la pena controllare gli orari: nei paesi piccoli i riti cominciano e finiscono presto.
Assistere ai riti: come comportarsi
Sono cerimonie religiose, non spettacoli organizzati per i visitatori. Nessuno chiede di essere credenti, ma qualche attenzione fa la differenza tra un ospite e un intruso.
- in chiesa si sta in silenzio anche quando è affollata e si aspetta a lungo
- niente flash: in alcuni passaggi è meglio non fotografare affatto
- abiti coprenti, come in qualsiasi chiesa
- lungo il percorso della processione conviene lasciare il passo ai confratelli e alle famiglie che seguono il corteo
- in molti momenti la cosa più intelligente è tenere il telefono in tasca e guardare
Pasqua, in Gallura, è anche il momento in cui la stagione comincia davvero: le giornate si allungano, le spiagge sono ancora vuote e nel pomeriggio si può stare fuori. I riti sono quasi tutti serali, quindi restano ore libere per il resto.
Le processioni sono di sera
I riti importanti cominciano quando il giorno finisce. Chi dorme in città esce dopo cena e a fine serata non deve rifare la strada verso la costa: siamo in Via Tiziano 10, con parcheggio libero in strada. Scrivici indicando i giorni che stai valutando.