La tomba dei giganti Coddu Vecchiu ad Arzachena: la grande stele centinata in granito con la piccola apertura alla base, affiancata dalle lastre dell'esedra, tra olivastri e vigneti
Tomba dei giganti Coddu Vecchiu, Arzachena — foto: Holger Uwe Schmitt · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

In Gallura il vento decide le giornate. Quando il maestrale entra nel golfo, le spiagge diventano scomode e le uscite in barca si spostano al giorno dopo. È il momento buono per andare a vedere l'altra Gallura, quella costruita in granito nell'età del bronzo, che sta a poca strada da Olbia e quasi nessuno mette in programma.

Il giro che proponiamo qui sta in mezza giornata. Due tappe restano dentro il territorio comunale di Olbia, le altre si concentrano intorno ad Arzachena, dove i monumenti sono raggruppati a breve distanza l'uno dall'altro. Serve l'auto: i siti stanno in campagna, spesso in fondo a strade sterrate.

Il pozzo sacro di Sa Testa

Si trova alle porte della città, verso la costa. È un tempio a pozzo dell'età del bronzo: un cortile circolare lastricato con sedili lungo il muro, un corridoio di gradini che scende sottoterra e, in fondo, una piccola camera coperta a falsa cupola dove affiora l'acqua della sorgente.

Non è un luogo spettacolare a prima vista, ed è proprio questo il bello. Si capisce in pochi minuti che l'acqua, qui, era una cosa sacra: la si raggiungeva scendendo, al buio, uno scalino alla volta. È la tappa giusta per aprire il giro, perché spiega tutto il resto.

Il nuraghe Riu Mulinu, sopra il golfo

Il nuraghe Riu Mulinu sta in cima al colle di Cabu Abbas, a nord della città. Si lascia l'auto e si sale a piedi lungo un sentiero: non è una passeggiata lunga, ma è tutta in salita e senza ombra, quindi vanno bene scarpe chiuse e una bottiglia d'acqua in borsa.

In cima c'è un muraglione di blocchi enormi che cinge la sommità del colle, e al centro i resti della torre. Da lassù si vede il golfo di Olbia per intero, con il porto, gli isolotti e il profilo di Tavolara sullo sfondo. Nelle giornate di vento forte è anche il posto migliore per capire perché il mare, quel giorno, era meglio guardarlo da lontano.

Arzachena: la tomba dei giganti Coddu Vecchiu

Le tombe dei giganti sono sepolture collettive: un lungo corpo tombale e, davanti, un emiciclo di lastre di pietra piantate in terra, con al centro una stele monolitica alta, forata alla base da un'apertura piccolissima. Il nome se lo sono guadagnate dalla misura delle pietre, non da chi ci è stato sepolto.

Coddu Vecchiu è la più fotografata della Gallura, e regge la fama. La stele centrale in granito è quella che si vede sui manifesti dell'isola. Il monumento nasce come sepoltura a galleria e viene ampliato più tardi, quando davanti gli costruiscono l'emiciclo: si legge ancora, guardando come si incastrano le due parti.

Li Lolghi e la necropoli di Li Muri

Li Lolghi è la seconda tomba dei giganti del gruppo di Arzachena, su un crinale aperto sulla campagna. Anche qui c'è la stele centrale e anche qui si riconosce l'ampliamento, ma il posto è più solitario e la vista fa la differenza: intorno ci sono solo pascoli, muretti a secco e macchia.

Li Muri è un'altra cosa, e più antica. È una necropoli fatta di circoli di pietre affiancati, ognuno con al centro una cassa costruita con lastre. Siamo prima dei nuraghi: sono i sepolcri delle comunità che abitavano la Gallura quando i nuraghi non erano ancora stati inventati. In pochi metri quadrati si attraversano due epoche diverse.

Il nuraghe La Prisgiona

La Prisgiona è la tappa che dà l'idea di come si vivesse davvero. C'è la torre centrale con la camera coperta a falsa cupola, due torri laterali e un cortile con un pozzo; tutto intorno, i muri circolari delle capanne del villaggio, compresa quella più grande che gli archeologi leggono come luogo di riunione.

Gli scavi qui vanno avanti da anni e continuano: capita di tornarci e trovare una porzione di villaggio che l'anno prima era ancora sotto terra.

Come organizzare il giro

  • Si parte dopo colazione: le prime ore sono le più fresche e i siti all'aperto non hanno ombra.
  • Ordine consigliato: prima Sa Testa e Cabu Abbas, che stanno a Olbia, poi ci si sposta su Arzachena e si chiude con i monumenti raggruppati lì.
  • Serve l'auto. Gli ultimi tratti sono spesso strade bianche di campagna, da fare piano.
  • Scarpe chiuse: il granito è irregolare e a Cabu Abbas si cammina in salita.
  • Acqua, cappello e crema solare anche se il vento inganna e sembra fresco.
  • I siti di Arzachena hanno biglietteria, e le aperture cambiano con la stagione: meglio verificarle prima di partire.
  • Se la mezza giornata diventa intera, il Museo Archeologico di Olbia chiude bene il percorso, in centro e al coperto.
Orari, giorni di apertura e modalità di visita variano nel corso dell'anno e possono cambiare senza preavviso: li aggiornano il Comune di Olbia e il Comune di Arzachena sui rispettivi canali ufficiali.

Una giornata di vento non è una giornata persa

Le nostre due camere sono il punto di partenza comodo per questo giro. A colazione Piero e Paola vi dicono da dove conviene cominciare e cosa lasciare per ultimo.