A metà maggio Olbia cambia ritmo. Le strade attorno alla basilica di San Simplicio si riempiono, la sera il centro resta sveglio fino a tardi e in città arriva gente da tutta la Gallura. È la Festa Manna: la festa grande, quella del patrono.
Non è una rassegna costruita per i visitatori. È la festa che gli olbiesi aspettano tutto l'anno, e chi capita qui in quei giorni se ne accorge dopo pochi minuti.
Chi era San Simplicio
San Simplicio è il patrono di Olbia. La tradizione lo indica come vescovo della città, martirizzato durante le persecuzioni dei primi secoli cristiani. Le notizie storiche su di lui sono poche; quello che resta, e che si vede ancora, è la basilica che porta il suo nome.
La chiesa è costruita in granito, in stile romanico, ed è tra le più antiche della Sardegna: la sua edificazione viene collocata tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo. Sorge in un'area che in epoca romana era destinata a necropoli, e attorno all'edificio sono emerse sepolture e iscrizioni. Vale la pena entrarci anche fuori dai giorni di festa: l'interno è spoglio, a tre navate, con colonne di riuso di età romana.
Perché si chiama Festa Manna
«Manna» in sardo vuol dire grande. La Festa Manna è l'appuntamento maggiore del calendario cittadino e si svolge ogni anno attorno al 15 maggio, giorno del santo, distribuita su più giornate.
Il programma cambia da un'edizione all'altra, ma l'ossatura si ripete:
- i riti religiosi nella basilica, nei giorni che precedono il 15 maggio
- la processione del patrono per le vie del centro
- la rassegna di folklore, con i gruppi in costume e i canti tradizionali
- la sagra delle cozze al parco Fausto Noce
- musica e spettacoli sparsi in città, di solito nelle ore serali
La processione del 15 maggio
Il momento centrale è la processione. Il simulacro del santo esce dalla basilica e attraversa il centro, accompagnato dai fedeli e dai gruppi in costume. È il punto in cui si capisce che tipo di festa sia: partecipano famiglie intere, e molti seguono il corteo a piedi dall'inizio alla fine.
Se vuoi vedere il passaggio senza finire nella calca, conviene sistemarsi lungo una via laterale del percorso con un po' di anticipo, invece che davanti alla basilica.
I gruppi in costume e il folklore
Nei giorni della festa arrivano a Olbia gruppi da diversi paesi dell'isola. I costumi sardi cambiano da un centro all'altro — tessuti, ricami, copricapo — e vederne molti uno dopo l'altro è il modo più rapido per capire quanto sia varia la Sardegna anche a pochi chilometri di distanza.
Accanto alle sfilate ci sono i canti e i balli tradizionali. Sono la parte della festa che piace anche a chi non ha alcun legame con la città: si sta fermi a guardare e si ascolta.
La sagra delle cozze al parco Fausto Noce
Olbia alleva cozze nella sua ria da molto tempo, e la sagra che si tiene al parco Fausto Noce durante la festa è il momento in cui la città lo rivendica. Si mangia all'aperto, in mezzo agli alberi, con file lunghe e tavolate.
È l'appuntamento più informale della settimana, e anche quello dove è più facile andare con dei bambini: il parco è grande e c'è spazio per stare senza incastrarsi.
Essere in città in quei giorni
La festa si concentra nel centro e attorno alla basilica. Nelle giornate principali alcune vie vengono chiuse al traffico e i parcheggi del centro si riempiono presto. Qualche accorgimento aiuta:
- muoversi a piedi nel centro è più semplice che cercare parcheggio in auto
- nelle sere della festa il centro resta animato fino a tardi: se dormi lì, metti in conto rumore
- il 15 maggio molte attività seguono orari diversi dal solito
- le camere in città si esauriscono con anticipo, perché in quei giorni rientrano anche i sardi che vivono fuori
A Olbia per la Festa Manna?
Maggio riempie la città e le camere si esauriscono con largo anticipo. Da noi ce ne sono due, con bagno privato e colazione: guarda quali date sono ancora libere.