Veduta panoramica del porto di Porto Cervo: decine di yacht e barche a vela ormeggiati nella baia, case basse con tetti in coppi immerse nella macchia mediterranea
Il porto di Porto Cervo, Costa Smeralda — foto: Heinz-Josef Lücking · CC BY-SA 3.0 de · Wikimedia Commons

La Costa Smeralda comincia una quindicina di chilometri a nord di Olbia e occupa il litorale tra il golfo di Cugnana e Liscia di Vacca. Chi ci arriva la prima volta si aspetta yacht e vetrine, e in effetti li trova. La parte più curiosa è un'altra: questo pezzo di costa è stato disegnato quasi per intero negli anni Sessanta, con regole precise su altezze, colori e materiali.

Da Olbia si visita comodamente in giornata: si parte la mattina, si guarda un paese con calma, si passa il pomeriggio su una spiaggia e si rientra per cena. Qui trovate cosa vale la pena guardare e quali arenili giustificano la strada.

Un tratto di costa progettato a tavolino

Il Consorzio Costa Smeralda nasce nel 1962, promosso da un gruppo di investitori guidato dal principe Karim Aga Khan IV. L'idea era costruire da zero una serie di insediamenti turistici su una costa allora quasi disabitata: granito, ginepri, macchia bassa e pochissime case.

Il lavoro fu affidato ad architetti come Luigi Vietti, Jacques Couelle, Michele Busiri Vici e Savin Couelle. Ne uscì un linguaggio riconoscibile: edifici bassi, muri intonacati e spesso curvi, archi, tetti in coppi, colori presi dalla terra e dalla roccia. Nessun palazzo alto, nessuna insegna vistosa, niente che sovrasti la linea della collina. Il Consorzio ha sempre mantenuto un comitato di architettura che esamina i progetti prima che si costruisca.

Il risultato può piacere o meno, ma è coerente dal primo all'ultimo muro, e guardarlo con questa chiave rende la visita più interessante di un giro tra le boutique.

Porto Cervo: la Piazzetta, il porto e Stella Maris

Porto Cervo, una trentina di chilometri a nord di Olbia, è il centro della Costa Smeralda ed è il posto dove il progetto si vede meglio. Il nucleo è la Piazzetta, uno spazio pedonale circondato da portici e scalinate, con il Sottopiazza che scende sotto il livello della strada e collega una serie di passaggi coperti. Si cammina su pietra, all'ombra, e a un certo punto si sbuca su una terrazza che guarda il mare.

Sopra il paese c'è la chiesa di Stella Maris, bianca, progettata da Michele Busiri Vici. Vale la salita: l'interno è semplice e conserva un dipinto della Mater Dolorosa attribuito a El Greco. Dal sagrato si capisce la geografia della zona, con il golfo e le isole davanti.

Il resto della passeggiata è il porto: la Vecchia Darsena e le banchine si girano a piedi in poco tempo. La sera d'estate è affollato, la mattina presto molto meno.

Porto Rotondo, più vicina e più raccolta

Porto Rotondo sta a una quindicina di chilometri da Olbia, sul promontorio che chiude il golfo di Cugnana. È nata a metà anni Sessanta per iniziativa dei fratelli Luigi e Nino Donà dalle Rose, veneziani: da lì viene il nome della piazzetta San Marco, il salotto del paese.

Da vedere c'è la chiesa di San Lorenzo, con gli interni in legno scolpiti da Mario Ceroli, e poco distante il teatro all'aperto disegnato dallo stesso artista. È tutto a distanza di passeggiata: tappa comoda anche per mezza giornata.

Le spiagge che valgono la strada

  • Capriccioli: due arenili di sabbia chiara ai lati di un promontorio di granito e ginepri. Uno dei due è quasi sempre riparato dal vento, quindi funziona anche con il maestrale. Fondale che degrada piano, adatto a chi viaggia con bambini.
  • Liscia Ruja: la spiaggia più estesa della Costa Smeralda, nella zona di Cala di Volpe. Sabbia larga e spazio vero, l'opzione migliore quando le cale piccole sono piene.
  • Romazzino: sabbia bianca e finissima davanti a una macchia bassa; il nome viene dal rosmarino che cresce alle spalle dell'arenile. Poca ombra: l'ombrellone si porta da casa.
  • Cala di Volpe e i due Pevero: insenature strette, acqua chiarissima, parcheggi limitati. Da tenere per una mattina infrasettimanale.
  • Spiaggia del Principe (Portu Li Coggi): si raggiunge lasciando l'auto lungo la strada e scendendo per un sentiero. Scarpe chiuse e niente bagagli inutili.

Le spiagge sono libere, ma in estate i parcheggi vicino agli accessi sono quasi tutti a pagamento e le tariffe cambiano di anno in anno: meglio verificarle sul posto e mettere in conto qualche minuto di cammino.

Quando andarci, e quando lasciar perdere

Giugno e settembre sono i mesi in cui il rapporto tra mare e affollamento funziona meglio: acqua buona, strade scorrevoli, spiagge frequentate ma non piene. Luglio e agosto sono un'altra storia nelle ore centrali: si arriva presto o si rinuncia al posto auto.

In primavera e in autunno molti locali dei due paesi sono chiusi e la Piazzetta resta silenziosa. Per la vita mondana non è il periodo giusto; per l'architettura, i colori dell'acqua e le passeggiate sul granito è probabilmente il migliore dell'anno.

Prima di mettersi in strada

  • Partite presto: in alta stagione, tra le nove e le undici del mattino, la differenza si misura in code e in posti auto.
  • Le strade interne sono strette e piene di curve tra le rocce: si guida piano, e i tempi reali sono sempre un po' più lunghi di quelli del navigatore.
  • Portate acqua e un ombrellone: su diversi arenili l'ombra naturale è poca o nulla.
  • Sabbia, ciottoli e conchiglie non si portano via: in Sardegna è vietato per legge regionale e i controlli in aeroporto e al porto sono reali.
La scelta della spiaggia conviene farla la mattina, guardando il vento: con il maestrale le cale riparate come Capriccioli restano tranquille mentre altrove il mare si alza e la sabbia vola.

Costa Smeralda di giorno, Olbia la sera

Molti ospiti visitano Porto Cervo e le spiagge in giornata e tornano a dormire a Olbia, dove la sera la città è viva. Casa del Gelsomino ha due camere con bagno privato in Via Tiziano 10, in una zona tranquilla e con parcheggio libero in strada: si parte presto la mattina e si rientra senza pensieri, dopo la colazione preparata in casa.