Da Olbia e dai porti vicini si esce in barca per buona parte dell'anno, ma la gita giusta non è la stessa per tutti. Cambia il punto d'imbarco, cambia il mezzo, cambia quanto tempo si resta davvero in acqua. E conviene decidere prima: le uscite più richieste si riempiono con anticipo.

Da dove si parte

La prima decisione riguarda il porto d'imbarco, e non è un dettaglio: il tempo che passi in auto per raggiungerlo va sommato alla giornata. I punti di partenza abituali sono pochi e ognuno guarda a un pezzo di costa diverso.

  • Olbia, dal fronte del porto: uscite nel golfo e verso Tavolara, senza trasferimenti in auto.
  • Porto San Paolo, a sud: il punto più vicino a Tavolara e a Molara, dentro l'area marina protetta.
  • Golfo Aranci e Porto Rotondo, a nord: comodi per la costa tra capo Figari e il golfo di Cugnana.
  • Palau, Cannigione e Baja Sardinia: da qui si va all'Arcipelago di La Maddalena, ma la strada da Olbia è più lunga.

Condivisa, privata o barca da guidare

La gita condivisa è la formula più diffusa: itinerario fisso, orari fissi, un gruppo di persone che non conosci. Costa meno e ha una guida a bordo. In cambio, le soste durano quanto dice il programma e la baia si sceglie in base al vento del giorno, non ai tuoi gusti.

La gita privata capovolge tutto: si parte quando volete, si resta a mollo dove vi trovate bene, si rientra quando decidete. Ha senso se siete un gruppo che riempie la barca, o se ci sono bambini piccoli e gli orari fissi diventano un problema.

Terza strada: noleggiare una barca piccola e guidarla. Entro certi limiti di potenza e di distanza dalla costa la patente nautica non serve, ma quei limiti li fissa la legge e il noleggiatore te li mette per iscritto. Se non hai mai manovrato, tienila per una giornata di mare piatto.

Gommone o veliero

Il gommone è veloce e porta poche persone. In mezza giornata copre distanze che una barca a vela fa in un giorno intero, ed è la scelta ovvia quando il tempo è poco. Il rovescio: si viaggia esposti, con gli spruzzi, e con onda formata i trasferimenti si sentono.

Il veliero, il caicco o una barca in legno vanno più piano ma stanno più fermi. Hanno un'ombra vera e spesso un pranzo a bordo. Se soffri il mal di mare, o se il punto della giornata è stare in acqua invece che spostarsi, sono più adatti.

Una domanda da fare sempre: quante ore di navigazione e quante di sosta prevede il programma. Due gite che sulla carta durano uguale possono avere quasi tutto il tempo in trasferimento.

Quando prenotare e come leggere il vento

In piena estate le uscite si riempiono con giorni di anticipo, e le barche piccole per prime. In primavera e in autunno c'è più spazio, ma alcune formule non partono senza un numero minimo di persone: chiedilo prima.

Il vento comanda più del calendario. Il maestrale, che arriva da nord ovest, è quello che condiziona di più le giornate da queste parti: quando soffia forte le coste esposte diventano scomode e le partenze si spostano o si annullano. Il golfo di Olbia e il tratto riparato verso Tavolara reggono meglio, ed è per questo che certi itinerari cambiano all'ultimo.

Due accortezze. Guarda le previsioni del vento, non solo quelle del sole: una giornata limpida con raffiche forti è una giornata da terra. E chiedi prima cosa succede se l'uscita salta per meteo: recupero o rimborso.

Cosa portare a bordo

Su una barca lo spazio è poco e l'acqua salata arriva ovunque. Si porta il minimo, ma quel minimo serve davvero.

  • Una borsa morbida, non un trolley rigido: si schiaccia in un angolo e non rotola.
  • Acqua, cappello e una maglietta leggera a maniche lunghe: in mare aperto il sole picchia più che in spiaggia.
  • Crema solare resistente all'acqua e occhiali con il laccetto.
  • Una giacca a vento leggera: al rientro, con la barca in velocità, si sente fresco anche ad agosto.
  • Piedi nudi o scarpe con la suola chiara e piatta; maschera e boccaglio, se ne hai.
  • Le pastiglie per il mal di mare si prendono prima di salire, non quando la nausea è arrivata.

Le regole delle aree protette

Il mare davanti a Olbia non è un mare qualsiasi. Tavolara, Molara e il tratto fino a punta Coda Cavallo stanno dentro un'area marina protetta; l'Arcipelago di La Maddalena è un parco nazionale. Navigazione, ancoraggio, accesso ad alcune zone e pesca seguono regole precise, divise per fasce di tutela.

In pratica: certe baie si raggiungono solo ormeggiando alle boe, alcuni tratti di costa non si toccano e in certe zone non si entra nemmeno in acqua. La spiaggia rosa di Budelli si guarda dal mare e basta.

Chi organizza le uscite conosce i limiti. Se guidi tu, informati prima di salire a bordo: zone e regolamenti vengono aggiornati dagli enti che gestiscono i due parchi e pubblicati sui loro siti, insieme alle ordinanze della Capitaneria di porto.

La sera prima di salire in barca

Le uscite partono presto e si dorme meglio lontano dal rumore. Due camere climatizzate con bagno privato, colazione preparata in casa e il giardino con il salottino per il rientro: guarda le date libere.